La prestazione atletica di qualsiasi sportivo dipende da 3 fattori principali: allenamento, nutrizione, genetica.
Esistono infatti delle regioni variabili del nostro DNA che posso essere favorevoli o meno per una persona praticante sport e che possono condizionare la performance, in termini di preparazione allo sforzo. Proprio per questo motivi conoscere le proprie caratteristiche genetiche può permettere allo sportivo di aumentare la consapevolezza del proprio corpo, andando ad agire in maniera dedicata nelle aree di maggior bisogno.

ATTITUDINE ATLETICA: Potenza o resistenza?

Il test valuta la predisposizione individuali ad attività di tipo potenza o resistenza. L’analisi genetica prevede l’interrogazione del gene ACTN3 che codifica per l’alfa-actinina-3, una proteina presente esclusivamente nelle fibre di tipo 2 (veloci) del muscolo scheletrico.

CAPACITÀ ANTIOSSIDANTE: recupero atletico

Il test valuta il recupero atletico in relazione alla capacità antiossidante. L’analisi genetica prevede l’interrogazione del gene SOD2 presente nei mitocondri delle cellule e capace di smaltire i radicali liberi. Essi inducono l’invecchiamento cellulare e con la variante sfavorevole si ha maggiore predisposizione a dolori muscolari ad insorgenza ritardata a seguito dello sforzo fisico.

CAPACITÀ ANTIINFIAMMATORIA: recupero atletico

Il test valuta il recupero atletico in relazione alla capacità antiinfiammatoria. L’analisi genetica prevede l’interrogazione del gene IL-6  che codifica per l’omonima proteina, prodotta dal muscolo durante l’attività fisica, con azione di regolazione dell’infiammazione. La variante sfavorevole del gene porta ad un ridotto controllo dell’infiammazione ed a un recupero più lento dopo lo sforzo fisico.

RESISTENZA ARTICOLARE

Il test valuta la principale componente delle articolazioni, il collagene di tipo 1. L’analisi genetica prevede l’interrogazione del gene COL1A1 . Una ridotta produzione di collagene di tipo 1 porta a una minore protezione da infortuni a carico delle articolazioni.

METABOLISMO CAFFEINA

Il test valuta la velocità di metabolizzazione della caffeina. L’analisi genetica prevede l’interrogazione del gene CYP1A che codifica la proteina citocromo P450, che a livello del fegato è l’enzima primario coinvolto nel metabolismo della caffeina. La variante sfavorevole del gene porta a maggiore rischio di effetti collaterali quali nausea, tachicardia, insonnia e ipertensione.

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